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COLLABORAZIONI TECNICHE

L’industria delle costruzioni n. 466 – Temi e forme dell’abitare condiviso
30 Aprile 2019 
L’abitare condiviso, a cui il numero della rivista è dedicato, va inquadrato nel più ampio contesto della ricerca di nuovi modelli residenziali resa necessaria dalla trasformazione degli stili di vita e dai mutamenti sociali e culturali in atto, che non trovano una risposta adeguata nella produzione architettonica corrente.
Questi cambiamenti stanno portando a sviluppare un modello alternativo di abitazione che ibrida la tipologia della casa tradizionale con quella della casa collettiva e che va sotto il nome di abitare condiviso o collaborativo. Una forma di abitare che vede gruppi di persone vivere in organismi edilizi dove, senza rinunciare allo spazio privato, è possibile beneficiare del supporto di una comunità con vantaggi sia per i rapporti interpersonali che per la fruizione di tutta una serie di servizi e facilitazioni aggiuntivi. Un sistema di convivenza e di relazioni che rende più sostenibili dal punto di vista sociale ed economico i costi e la gestione del bene casa, favorendo un maggiore senso di responsabilità sia in termini di cura degli spazi che di consumi. Numerose le sperimentazioni condotte in paesi come Svizzera, Francia e Spagna che vedono l’abitare condiviso come parte integrante di politiche e strategie di pianificazione edilizia e urbana, attuate dalle amministrazioni pubbliche in collaborazione con i privati e che propongono valide soluzioni sia sul piano economico che su quello di una più idonea strutturazione del modello abitativo tanto in rapporto all’organizzazione spaziale quanto alla formazione di comunità.
Un modello, quello dell’abitare condiviso, non certo nuovo e originale, che rivendica soluzioni capaci di incentivare forme di solidarietà e di convivenza alternative e che si sta sviluppando non solo per ragioni economiche ma anche in controtendenza ai modelli di individualismo diffusi nelle società occidentali, volti a privilegiare modi di abitare basati sulla tutela della privacy del singolo e dell’eventuale nucleo di appartenenza a scapito della dimensione collettiva. Tutto questo emerge dagli esempi selezionati nel numero insieme alla constatazione che il tema dell’abitazione condivisa riguardi molteplici e variegate realtà esistenziali, per le quali è necessario che la cultura architettonica contemporanea si attivi facendo sì che quelli che ad oggi appaiono solo come timidi tentativi e aggiustamenti dei modelli residenziali tradizionali si traducano in una svolta culturale, figurativa e tipologica più radicale.